Aspettando … C’É FERMENTO 2018

pubblicato il 1 giugno | in News

Presentata sabato 26 all’Open Baladin Cuneo – Piazza Foro Boario
con Luca Giaccone e i mastri birrai della Collaboration Beer targata C’è Fermento

“Aspettando C’è Fermento 2018” arriva a circa un mese di distanza dall’apertura ufficiale della nona edizione del Salone Nazionale delle Birre Artigianali e cambia pelle. Una giornata vissuta in compagnia di Mastri Birrai, ospiti di Open Baladin e De Gustibus, tour enogastronomico nella città di Cuneo. Birrificio della Granda, Baladin, Trunasse, Antagonisti e Kauss sono i protagonisti di questa Collaboration Beer e ospiti “fissi” del Salone delle Birre Artigianali che si tiene a Saluzzo.

La Collaboration beer è ormai una tradizione. Una birra che nasce dal lavoro comune dei birrai del territorio di MOVE – MONVISO AND OCCITAN VALLEYS OF EUROPE, lavoro fatto con cura e tanta allegria, ingrediente fondamentale per queste serate di tarda primavera.

Dopo Silvio Pellico per il 2015, Margherita Foix per il 2016, e Bodoni per il 2017, il 2018 è l’anno di Griselda.

Griselda è un’umile guardiana di pecore che viene scelta come sposa dal signore del luogo, il marchese Gualtieri di Saluzzo. Le prove a cui l’uomo sottopone Griselda sono crudelissime e spietate, ma coperte dall’inganno: Gualtieri fa credere a Griselda di aver ucciso i loro figli e di averla effettivamente ripudiata, giungendo persino a umiliarla, cacciandola dal palazzo con solo una camicia addosso e richiamandola successivamente come serva della futura seconda moglie. La finzione dura ben tredici anni: i figli in realtà sono stati allevati da una parente e la futura moglie non è che la loro prima figlia. Alla fine il marchese rivela la verità a Griselda e ai sudditi, spiegando le ragioni della sua crudeltà. Nel Decameron del Boccaccio Griselda compare alla centesima novella, ossia nella decima novella della decima giornata e sta tra coloro che «liberalmente o vero magnificamente alcuna cosa operasse intorno a’ fatti d’amore o d’altra cosa».

A lei, al suo cammino, dedichiamo una bitter (perché la vita, come la birra, può essere amara) che si ispira alla salda tradizione britannica, ma che lo fa guardando avanti, accogliendo nella sua ricetta anche luppoli moderni. Luppoli che sono protagonisti di primo piano, nella birra di C’è Fermento. Ce ne sono ben tredici – uno per ogni anno dell’attesa di Griselda – e sono stati selezionati in diverse aree di provenienza: dai classici tedeschi, cechi e inglesi, fino ai più contemporanei americani e oceanici. Luppoli che, come vuole la moda imperante, segnano il territorio olfattivo, con sentori fruttati, agrumati, resinosi ed erbacei, ma che sono ben bilanciati, in perfetta tradizione inglese, dalla struttura dei malti, con note biscottate e mielate.

Una birra che mette sete solo a raccontarla!

L’etichetta è stata realizzata, come da tradizione, dall’illustratrice Valeria Cardetti.

Per info:
info@fondazionebertoni.it
Tel. +39 0175 43527

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