C’É FERMENTO 2018 incontra BAI nell’anno nazionale del cibo italiano 2018

pubblicato il 4 giugno | in News

Comunità del cibo buono e autentico, il progetto speciale BAI 2018

In occasione dell’anno nazionale del cibo italiano 2018 proclamato dal MiBact, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dal Mipaaf, Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, l’Associazione Borghi Autentici d’Italia ha lanciato il progetto speciale Comunità del cibo buono e autentico” rivolto alle comunità ed ai territori dei Borghi Autentici. L’iniziativa ha lo scopo di focalizzare il tema del cibo e del saper fare locale quale risorsa e strumento per rinforzare una strategia integrata per lo sviluppo locale sostenibile.

C’è Fermento, all’interno di questo progetto, ha voluto portare un abbinamento birra-food regionale, scegliendo di accostare sapori e territori.

20 birrifici e 10 street food per raccontare l’Italia del gusto.

PUGLIA

Cibo: Quelli della Bombetta

Ormai un must dell’evento, che accompagna C’è Fermento da molti anni. Arriva dalla Puglia con la Bombetta, un involtino di capocollo salato e speziato con pepe, dove all’interno è racchiuso un cuore di caciocavallo. Il tutto cotto alla griglia. Per rimanere nel territorio l’abbinamento cucina e birra sarà con il Birrificio Birranova.

 

ABRUZZO

Cibo: Bracevia

Come dire …. a tutta pecora novità 2018 di C’è fermento. Arrivano dall’Abruzzo gli arrosticini e altre delizie di pecora servite con la simpatia e la competenza di chi sa il valore del prodotto del territorio. Spettacolare la metodica di cottura … ma non ve lo sveliamo ora, venite a vedere. Novità del 2018 sarà anche il Birrificio Maiella che forma un’accoppiata azzeccata.

 

EMILIA ROMAGNA  

Cibo: Beestrò

Dopo il successo dello scorso anno che ha svuotato il loro truck ritornano dall’Emilia Romagna i ragazzi di Beestrò. La loro proposta è il pesce fritto con delle novità 2018 tutte da scoprire. Insieme a loro abbiamo il gradito ritorno del Birrificio Argo per portare un po’ di Emilia Romagna a Saluzzo.

 

TOSCANA

Cibo: Fratelli Nigro

Se pensi alla Toscana come non pensare al Lampredotto e alle altre specialità gastronomiche in modalità street food. Sono una delle novità del 2018 arrivano, su un truck direttamente da Firenze per proporle a C’è fermento 2018. L’abbinamento territoriale è con uno dei birrifici più apprezzati a livello internazionale, il Birrificio del Forte di Pietrasanta.

 

MARCHE

Cibo: Scottadito

Molti se li ricordano per la qualità del cibo, altri per la simpatia e la bellezza di chi serviva le specialità del proprio territorio. Specialità come le olive Ascolane, i cremini, e quest’anno ci saranno delle nuove proposte con i prodotti dei Mercati della Terra e i presidi di Slow food.

 

PIEMONTE

Cibo: Stra good

Ogni anno vengono presi d’assalto e le loro piadine, con i Dop piemontesi e altri prodotti del territorio, finiscono a fare compagnia alle birre di C’è fermento. Se poi si vuole stare leggeri … la loro frutta a pezzi è un toccasana per l’estate.

 

Cibo: Sbaffalo

Altra novità del 2018 arriva direttamente da Caraglio per proporre la filiera “Moris”, allevamenti di bufale. Carne in formato hamburger e non solo, mozzarelle di bufala, oltre alla competenza e simpatia, vi aspettano al loro truck.

 

Cibo: Consorzio Savieat

Dall’aggregazione di 4 ristoranti savglianesi nasce il progetto di portare a C’è Fermento l’antica ricetta del “pane canipulo”, citato in molti documenti del XV secolo e, forse l’antenato del “rubata”. Gli abbinamenti saranno differenti e spazieranno dalle acciughe al verde al salame d’oca passando per assaggi di formaggi del territorio.

 

Cibo: Antica Locanda del Monviso

Ristorante saluzzese a due passi da C’è fermento, dopo il buon successo del 2017 torna proponendo le sue famose crépes nella formula salata e dolce con diverse guarnizioni con prodotti del territorio

 

Cibo: Fioca

Difficile stare dietro a questi ragazzi giovani di Melle. Il loro gelato è una delizia per le papille e va letteralmente a ruba.

Ogni cibo piemontese, come anche le olive marchigiane, potranno essere accompagnati con tutte le birre piemontesi e non che saranno presenti al Salone.

 

 

Il progetto del BAI

Il cibo è un “mondo” interculturale. C’è la curiosità di assaggiare un gusto nuovo, un sapore particolare ma sempre di più le persone desiderano “comprendere“, vogliono scoprire cosa c’è dietro e attorno al cibo. È l’esigenza di capire e conoscere gli altri attraverso il cibo e di farlo in maniera gioiosa poiché la “tavola” è convivio, è relazione e, soprattutto, è esperienza. Il cibo è strumento di dialogo e favorisce l’integrazione culturale e sociale fra le persone dentro la comunità e fra questa ed il mondo esterno.

In questo quadro, la comunità locale diviene la base di convivenza civile, in cui si praticano azioni di mutualità e solidarietà quali strumenti per lo sviluppo sostenibile, un contesto dove le persone del posto, con orgoglio, mostrano il loro saper fare e la storia della loro tradizione identitaria. Sono, queste, comunità che si impegnano per migliorare il sistema alimentare locale a partire dalla valorizzazione delle produzioni locali, con particolare attenzione alla conservazione della biodiversità agroalimentare e degli ecosistemi, per garantire uno sviluppo locale economico, culturale, sociale e ambientale armonico e rispettoso degli equilibri naturali. Con la loro visione e i loro saperi lavorano per promuovere una nuova gastronomia, fondata sulla tutela della biodiversità, la protezione dell’ambiente e il rispetto delle culture e delle tradizioni locali.

Le comunità sono legate a un territorio specifico, non solo dal punto di vista geografico, ma anche dal punto di vista sociale, culturale e storico. Il legame delle produzioni con il territorio è un elemento fondante dell’identità e della qualità dei prodotti realizzati e/o distribuiti e promossi dalle comunità. Lo sa bene C’è FERMENTO, manifestazione nata nove anni fa che ha visto, in questo lasso di tempo, crescere nel campo delle birre artigianali il numero di birrifici – oggi ve ne sono ben sette – ognuno caratterizzato e “unico – dall’energia che nasce dal legno per fare la cotta alla produzione dalla terra alla bottiglia con l’agri birreria. Un volano, un legame della manifestazione al territorio che rende l’evento davvero “autentico”.

 

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